Personalità

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Disturbi di personalità

Che cosa sono

La personalità (o secondo il linguaggio comune il carattere) può essere definita come l’insieme delle caratteristiche stabili che contraddistinguono la modalità con la quale ogni individuo risponde, interagisce con gli altri e con il mondo nelle diverse situazioni che la vita quotidiana presenta. Normalmente queste caratteristiche devono essere abbastanza flessibili; nei disturbi di personalità, invece, diventano esasperate e rigide portando l’individuo a mettere in atto comportamenti disfunzionali, che causano stress significativo e compromissione del funzionamento lavorativo e/o interpersonale.

Quali sono

I disturbi di personalità sono stati classificati, secondo il DSM-5, Il Manuale Diagnostico e Statistico dei disturbi mentali, in categorie, dette Cluster:

  • il Cluster A: raggruppa i disturbi di personalità caratterizzati da condotte strane o eccentriche;
  • il Cluster B: raggruppa i disturbi di personalità che si manifestano con comportamenti drammatici o eccentrici;
  • il Cluster C: raggruppa i disturbi di personalità che comprendono condotte ansiose o inibite.

I disturbi di personalità sono i seguenti:

  • il Disturbo paranoide di personalità è caratterizzato da sfiducia e sospettosità, per cui le motivazioni degli altri vengono interpretate come malevole;
  • il Disturbo schizoide di personalità è caratterizzato da distacco dalle relazioni sociali e da una gamma ristretta di espressività emotiva;
  • il Disturbo schizotipico di personalità è caratterizzato da disagio acuto nelle relazioni affettive, distorsioni cognitive o percettive ed eccentricità nel comportamento;
  • il Disturbo antisociale di personalità è caratterizzato da inosservanza e violazione dei diritti degli altri;
  • il Disturbo borderline di personalità è caratterizzato da instabilità delle relazioni interpersonali, dell’immagine di sé e degli affetti e da marcata impulsività;
  • il Disturbo istrionico di personalità è caratterizzato da emotività eccessiva e ricerca di attenzione;
  • il Disturbo narcisistico di personalità è caratterizzato da grandiosità, bisogno di ammirazione e mancanza di empatia.
Come riconoscerli

I disturbi della personalità vanno diagnosticati dallo specialista psicologo-psicoterapeuta che oltre al colloquio clinico dispone di strumenti validati quali i test.

Trattamento

La psicoterapia è efficace solo dopo che i pazienti acquisiscono la consapevolezza che i loro problemi sono intrinseci e non causati esclusivamente dall’ambiente esterno. Le terapie psicosociali rappresentano il trattamento più comune ed efficace. I farmaci supportano il controllo di sintomi specifici solo in casi selezionati e prescritti da un medico psichiatra: ad esempio sono utili nel controllare l’ansia significativa, le esplosioni di rabbia, la depressione.

Disturbi depressivi

Che cosa sono

Quando ci si riferisce al disturbo depressivo sarebbe più corretto parlare di “depressioni”, in quanto nel DSM-5, Il Manuale Diagnostico e Statistico dei disturbi mentali, troviamo diverse sindromi all’interno dei disturbi depressivi. Quando si parla di un disturbo depressivo è importante sottolineare come non tutte le modificazioni del tono dell’umore sono da considerarsi patologiche. Ciascuno di noi ha fatto l’esperienza di una “giornata buia” durante la quale l’umore è stato deflesso, nella quale si era più irritabili o tristi. Nella maggior parte dei casi la “giornata buia” non rappresenta un disturbo depressivo in esordio ma semplicemente una diminuzione del tono dell’umore passeggero. Si parla di depressione quando il disturbo dell’umore è pervasivo e influenza significativamente il funzionamento sociale, lavorativo e relazionale del soggetto.La depressione è un disturbo dell’umore estremamente comune e largamente diffuso. I sintomi possono colpire chiunque a qualunque età.

Quali sono

All’interno dei disturbi depressivi ci sono diverse sindromi:

  • il Disturbo da Disregolazione dell’Umore Dirompente;
  • la Depressione Maggiore;
  • il Disturbo Depressivo Persistente;
  • il Disturbo Disforico Premestruale.
Come riconoscerli

È importantissimo riconoscere un disturbo depressivo in fase iniziale, più rapida è la diagnosi, migliore è la prognosi. Molto spesso invece le persone convivono con un disturbo depressivo per anni, per approdare allo specialista mediamente almeno due anni dall’esordio depressivo. Il sintomo soggettivo prevalente è la sensazione di essere inutile, negativo o continuamente colpevole che può arrivare all’odio verso di sé. La caratteristica principale dei sintomi depressivi è la pervasività: sono presenti tutti i giorni per quasi tutto il giorno per almeno 15 giorni, causando un disagio clinico significativo e compromettono il normale funzionamento sociale, lavorativo o in altre aree importanti per la persona.

La depressione clinica si prolunga nel tempo.Per porre diagnosi di depressione devono essere presenti i sintomi riportati di seguito.Almeno uno dei due criteri tra:

  • umore depresso per la maggior parte del giorno, quasi tutti i giorni (la persona si sente triste, vuota, disperata, oppure tende al pianto e alla lamentazione);
  • marcata diminuzione di interesse o piacere per tutte o quasi tutte le attività che prima interessavano e davano piacere. Molto frequentemente si presentano l’anedonia (stanchezza, affaticamento, mancanza di energie) e la demotivazione.

Almeno tre dei seguenti criteri:

  • aumento o diminuzione significative dell’appetito e quindi del peso corporeo senza essere a dieta;
  • insonnia o ipersonnia quasi tutti i giorni;
  • rallentamento o agitazione psicomotori;
  • disturbi del sonno (dorme di più o di meno o si sveglia spesso durante la notte o non riesce ad addormentarsi o si sveglia precocemente);
  • faticabilità o mancanza di energia;
  • ridotta capacità di pensare o di concentrarsi, mantenere l’attenzione e prendere decisioni;
  • pensieri ricorrenti di morte o di suicidio che possono andare da un vago senso di morte e desiderio di morire fino all’intenzione di farla finita con una vera e propria pianificazione e tentativi di suicidio.
Trattamento

È fondamentale rivolgersi allo specialista con tempestività. Nel corso degli anni si sono sviluppate numerose cure efficaci dei disturbi depressivi, malgrado siano particolarmente invalidanti e creino grave sofferenza a chi ne è affetto in generale le depressioni unipolari tendono ad essere curate attraverso la combinazione di terapia farmacologica e di supporto psicologico. Entrambe queste forme di cura hanno mostrato una buona efficacia nel trattamento della depressione.

Disturbi bipolari

Che cosa sono

I disturbi bipolari sono caratterizzati dalla presenza di episodi maniacali o ipomaniacali alternati ad episodi depressivi. A differenza dei disturbi depressivi, che sono caratterizzati da una sola polarità, (il disturbo dell’umore si manifesta solamente con la variante depressiva), nella mania o nell’ipomania (che è una variante “leggera” della mania) l’umore si definisce “espanso“, elevato, euforico. Un paziente che presenta un episodio maniacale può mostrare logorrea, accelerazione del contenuto del pensiero, ridotto bisogno di sonno, attivazione psicomotoria, tendenza a spese eccessive e comportamenti disinibiti.

Quali sono

Il DSM-5, Il Manuale Diagnostico e Statistico dei disturbi mentali, suddivide i disturbi bipolari come segue:

  • Disturbo Bipolare I: caratterizzato da alternanza di episodi maniacali, ipomaniacali e depressivi;
  • Disturbo Bipolare II: caratterizzato da alternanza di episodi ipomaniacali e depressivi;
  • Ciclotimia: caratterizzata da alternanza di lievi episodi ipomaniacali e lievi episodi depressivi;
  • Disturbo Bipolare indotto da sostanze: quando l’alterazione del tono dell’umore è attribuibile solamente a farmaci o a sostanze assunte dal paziente.
Come riconoscerli

È fondamentale rivolgersi allo specialista.

Trattamento

È importante sottolineare che per impostare una corretta terapia farmacologica è necessario affidarsi ad un medico psichiatra. La numerosità delle molecole e i diversi meccanismi di azione dei farmaci necessitano infatti di uno specialista per impostare una terapia che sia specifica per ogni singolo paziente. Nella cura del disturbo bipolare vengono utilizzati farmaci antidepressivi, litio, neurolettici e stabilizzatori dell’umore. La terapia si modula in base all’alternanza delle fasi bipolari, introducendo a seconda dei casi antidepressivi e antipsicotici che vengono aggiunti all’azione dello stabilizzatore dell’umore.