Stress

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Stress lavoro correlato

Che cosa sono

L’INAIL riporta testualmente che “Secondo l’Accordo Europeo sullo stress lavoro correlato del 2004, lo stress è una condizione che può essere accompagnata da disturbi o disfunzioni di natura fisica, psicologica o sociale ed è conseguenza del fatto che taluni individui non si sentono in grado di corrispondere alle richieste o alle aspettative riposte in loro”.  Lo stress lavoro-correlato pertanto può interessare potenzialmente ogni luogo di lavoro e ogni lavoratore in quanto causato da aspetti diversi strettamente connessi con l’organizzazione e l’ambiente di lavoro. Uno stress intenso e prolungato nel tempo può causare nei lavoratori disturbi psicosomatici, fisici, psichici e comportamentali, anche gravi, con effetti più o meno stabili.

Quali sono

Analizzando il rapporto tra stress lavoro correlato e alcune patologie, infatti, è stata individuata una correlazione direttamente proporzionale tra rischio di deficit psicologico e incremento dello stress lavorativo. Le condizioni più spesso riscontrate variano dai disturbi dell’umo­re, alle alterazioni del ritmo sonno-veglia, ai conflitti interpersonali e familiari, fino al burnout e alla depressione. Un disturbo psicofisico preesistente, come quello dell’adattamento o quello post traumatico da stress, può coesistere con uno correlato a eventi lavorativi, talvolta rafforzandolo. Accanto a questi disturbi psicosomatici e comportamentali le conseguenze di un prolungato stress lavoro correlato possono interessare anche l’apparato cardiovascolare e nervoso, quello endocrino, quello gastrointestinale e quello immunitario. Esiste inoltre un legame tra stress lavoro correlato e disordini muscolo-scheletrici.

Come riconoscerli

Isintomi psicologici e psicosomatici della presenza/insorgenza di problemi di stress-lavoro correlato possono essere elencati in:

  • diminuite capacità di concentrazione e attenzione;
  • disturbi della Memoria;
  • nervosismo e irritabilità;
  • ansia costante;
  • crisi d’identità;
  • crisi depressive, autocommiserazione, crisi di pianto;
  • tendenza a fantasticare;
  • autocritica esagerata;
  • pessimismo e cattivo umore;
  • indecisione e insicurezza;
  • irrequietezza;
  • impulsività crescente;
  • diffidenza o aumento della stessa;
  • capacità di giudizio ridotta ed aumento degli errori;
  • impazienza e suscettibilità;
  • voglia di isolarsi e/o non frequentare gli altri;
  • difficoltà crescenti nei rapporti interpersonali;
  • assuefazione all’alcool, al fumo e/o sostanze calmanti o stimolanti;
  • disturbi del comportamento alimentare: attacchi bulimici (episodi anoressici più raramente);
  • disturbi dell’alimentazione (anoressia, bulimia);
  • disturbi gastroenterici (ulcera e colite);
  • disturbi cardiocircolatori (ipertensione, ischemia);
  • disturbi respiratori (asma bronchiale);
  • disturbi urogenitali (alterazioni mestruali, incontinenza);
  • disturbi sessuali (impotenza);
  • disturbi locomotori (dolori lombari, reumatismo psicogeno, cefalee da contrazione muscolare);
  • disturbi dermatologici;
  • disturbi del sonno.

È importante sottolineare che individuare la presenza di sintomi di stress lavoro correlato non significa individuare fonti / fattori di stress presenti all’interno dell’organizzazione, significa individuare dei comportamenti compatibili con stati di stress. Nel caso in cui non siano presenti fattori di stress, non è possibile riferirsi a stress lavorativo, più probabilmente lo stress è generato da situazioni extra lavorative.

Trattamento

Il trattamento psicologico può aiutare ad alleviare i sintomi, a fronteggiare il disagio e a migliorare la qualità della vita. Sostegno, abilitazione e riabilitazione psicologiche aiutano la persona a:

  • imparare a ridurre lo stress;
  • aiutare ad affrontare e ridurre i sintomi fisici;
  • affrontare la depressione e altri problemi psicologici;
  • migliorare la qualità della vita;
  • ridurre la preoccupazione per i sintomi.

Disturbi correlati a eventi traumatici e stressanti

Che cosa sono

I disturbi correlati a eventi traumatici e stressanti sono conseguenze dell’esposizione a uno o più eventi traumatici o stressanti. Si tratta di esperienze che possono rappresentare un trauma psicologico per l’individuo. Il tipo di trauma che la persona sperimenta è solo uno dei tanti fattori che determinano l’impatto del trauma stesso e la probabilità che si sviluppi un disturbo post traumatico da stress. Non tutte le persone esposte ad un trauma o ad un evento stressante rispondono nello stesso modo.

Le esperienze traumatiche sono differenti ed hanno probabilità diverse di sviluppare un disturbo post-traumatico poiché l’effetto sulla persona dipende da vari fattori, tra cui:

  • tipo e gravità del trauma subito;
  • età della vittima al momento del trauma;
  • relazione con l’abusante, se l’evento traumatico in questione è un abuso;
  • tratti di personalità e fattori genetici;
  • disturbi mentali preesistenti;
  • percezione di pericolo di morte che accompagna l’evento;
  • uso della dissociazione come difesa durante il trauma;
  • disabilità e danni fisici conseguenti al trauma;
  • basso supporto sociale dopo il trauma.
Quali sono

Il DSM-5, Il Manuale Diagnostico e Statistico dei disturbi mentali, inquadra diverse tipologie di disturbi correlati a eventi traumatici e stressanti:

  • Disturbo reattivo dell’attaccamento;
  • Disturbo da impegno sociale disinibito;
  • Disturbo da stress post traumatico;
  • Disturbo da stress acuto;
  • Disturbi dell’adattamento;
  • Disturbo correlato a eventi traumatici e stressanti con altra specificazione.
Come riconoscerli

È fondamentale rivolgersi allo specialista in quanto cogliere i segni di questa condizione clinica è complesso. Lo specialista sa valutare attraverso una varietà di strumenti l’effettiva sussistenza dei criteri necessari alla diagnosi e le caratteristiche peculiari del singolo caso. Molti sintomi sono infatti comuni ad altre sindromi. Ansia e paura possono essere predominanti in alcune persone; in altre le caratteristiche cliniche più evidenti e disturbanti sono costituite dalla perdita d’interesse per attività prima considerate piacevoli (anedonia) e l’abbassamento dell’umore (disforia) oppure l’aggressività e gli stati di alterazione della coscienza, della memoria o dell’identità (dissociazione).

Trattamento

Il sostegno psicologico, l’abilitazione e la riabilitazione diventano efficaci supporti nel trattamento di questi disturbi. Il trattamento consiste in un ciclo di incontri nei quali, dopo analisi della domanda e l’ascolto attivo da parte dello psicologo sulla problematica narrata dalla persona che richiede il supporto psicologico, vengono utilizzate tecniche miste (training autogeno, rilassamento, mindfulness, ipnosi).